26/06/2021 TRIESTE – PRIMA DI SUCCESSO AL VERDI PER UNA TRAVIATA “ROSSO RIPARTENZA” || Rosso, carminio, scarlatto, porpora. E chissenefrega dei critici e pure dell’etichetta che non vorrebbe mai il rosso a teatro perché non risalta rispetto alle poltroncine dello stesso colore. Il rosso è vita. E’ un inno alla ripartenza femminile dopo mesi di tuta, niente trucco, e goffe vestaglie da smart working davanti al pc. Dal tributo rosso ottocentesco firmato Dior della friulana Vanessa Trebbi alle tante che hanno scelto il ruoge (protagonista pure nei manifesti). Evviva il red carpet e le madame che, per una notte, si atteggiano a principesse. Più o meno giovani che siano, non ha importanza. Peccato solo per l’insulto alla bellezza provocato dalle mascherine, ma la salute ha priorità su tutto. L’appuntamento con la prima della Traviata al Teatro Verdi di Trieste è un modo per risentirsi di nuovo in scena, sopra e sotto il palcoscenico. Rivivere l’attesa, la chiacchiera, e sì – diciamolo – pure il “babezo” alla triestina, prima che il sipario che si alzi e venga il momento, come in ogni prima che si rispetti, dell’inno nazionale.
Dunque spazio all’opera. Allestimento, costumi e scene della Fondazione Verdi, già sperimentate nella tournèe di successo in Giappone, regia di Mariano Bauduin, purtroppo alle prese con le limitazioni di spazi imposti dal Covid: gli interpreti si avvicinano senza però mai sfiorarsi in scena ad eccezione dei due ballerini. Impostazione cameristica molto apprezzata del direttore Michelangelo Mazza e raffica di interpreti di spessore: dal soprano Ruth Iniesta per la protagonista Violetta al tenore Marco Ciaponi in Alfredo. Sul palco anche il triestino Andrea Binetti. Ma alla fine ciò che tutti attendono è il brindisi: il momento dei “Lieti Calici” che traghetta il pubblico in un’altra dimensione. Impossibile non farsi coinvolgere. (Servizio di Marco Stabile)


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