06/09/2021 LIDO DI VENEZIA – Un film del regista napoletano Giorgio Verdelli presenta la vita del grande musicista, compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso, facendoci scoprire l’uomo oltre che l’artista. || Oggi è il giorno, di Ezio Bosso, l’artista scomparso un anno fa, a 48 anni, per una malattia neurodegenerativa che non era riuscita però a intaccare la sua voglia di musica e di comunicazione. Giorgio Verdelli, ha pensato e creato «Le cose che restano», un film dove il racconto è affidato allo stesso Bosso, che si svela «e ci fa entrare nel suo mondo e nel suo immaginario, come in un diario. La narrazione è stratificata, in un continuo rimando fra immagini e suoni. Le sue parole si alternano alla sua seconda voce, la musica» si legge sul sito ufficiale della Mostra.«Volevo evocare una presenza e non un ricordo». Così Verdelli ha presentato in conferenza stampa il suo docufilm su Bosso, oggi in scena fuori concorso alla Mostra. Nelle sale sarà possibile vederlo soltanto il 4, 5 e 6 ottobre (con un’anteprima nella Torino di Bosso il 15 settembre quando avrebbe compiuto 50 anni) e quindi in tv, prodotto da Sudovest Produzioni, Indigo Film con Rai Cinema.Verdelli ha scelto come voce narrante del suo film lo stesso Bosso raccogliendo, aiutato anche dalla famiglia dell’artista, le sue riflessioni, le interviste, i pensieri in un flusso di coscienza con cui si svela e fa entrare lo spettatore nel suo mondo, come in un diario. Bosso racconta, prima e durante la malattia, le sue umili origini e il suo innamoramento totale verso la musica. – Intervistati GIORGIO VERDELLI (REGISTA) (Servizio di Lorenzo Mayer)


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