07/09/2021 TRIESTE – Una vera faida tra clan rivali kosovari sarebbe all’origine della sparatoria di sabato in via Carducci. E’ quanto sta emergendo, con contorni sempre più chiari, dalle indagini in corso. || Krasniqi contro Islami. Islami contro Krasniqi. Un clan contro l’altro, tutti operai edili di ditte concorrenti. 5 fra gli arrestati sono del clan degli Islami che risiede nella villa di San Vito, oggetto del blitz della polizia di sabato pomeriggio, e ritenuti – secondo le ipotesi investigative – i mandanti della sparatoria di via Carducci. Uno è invece un componente dei Krasniqi, ovvero l’uomo che sarebbe stato in possesso di un’arma da fuoco. I Krasniqi verrebbero accusati dalla parte avversa di averli aggrediti in 20 contro 2 nella rissa di luglio in piazza Sansovino. Tutte supposizioni, al momento, che andranno suffragate da prove. Ma è proprio in piazza Sansovino che sarebbe dovuta andare in scena anche la ritorsione di sabato mattina ma, alcuni membri del clan avrebbero visto gli Islami intenti ad aspettarli fuori da un bar della zona schierati come in strada come un commando. Dunque avrebbero cambiato rotta, dirigendosi al Caffè Carducci, dove evidentemente sono stati seguiti da un auto civetta. Al bar, però, al posto di caffè e brioche sono volate sprangate e colpi d’arma da fuoco. Il fermo, per l’ipotesi di reato di tentato omicidio, è stato convalidato per i due componenti della famiglia Islami fermati al Lisert e detenuti a Gorizia dal Gip della città Isontino. Per gli altri 4 – di cui 3 Islami e uno dei Krasniqi – di cui uno detenuto a Trieste, due a Tolmezzo e uno a Udine il Gip Massimo Tommasini ha tempo sino a domani per confermare la misura. Ovviamente i membri dei clan sono detenuti in case circondariale diverse proprio per evitare qualsiasi contatto tra loro.Il procuratore Capo di Trieste, Antonio De Nicolo, ha ritenuto di non divulgare alcunché in merito al contenuto degli interrogatori per rispetto del lavoro del Gip che è ancora in corso. Ma se il membro dei Krasniqi ha parlato faccia a faccia con il gip Massimo Tommassini, il pm Chiara Degrassi e gli avvocati di parte, i componenti del clan rivale hanno svolto gli interrogatori in via tele (Servizio di Marco Stabile)


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