14/10/2021 TRIESTE – Quella del porto di Trieste è solo la punta dell’iceberg delle tante difficoltà e possibili proteste legate all’introduzione dell’obbligo di green pass per tutti i comparti lavorativi. Abbiamo sentito la voce dei tassisti e del Teatro lirico cittadino. || L’obbligo di green pass per lavorare rischia di mandare in tilt da domani l’organizzazione di molte attività, non ancora preparate alla novità e con numerosi lavoratori senza certificazione. E non dimenticando che a Trieste il corteo No green pass di lunedì è stato il più partecipato d’Italia, su molte realtà lavorative pesa l’incognita dell’adesione allo sciopero di domani: la scintilla innescata dai portuali potrebbe estendersi a macchia d’olio a molti altri comparti. Tra le categorie rappresentate alla manifestazione di lunedì c’erano i tassisti. La cooperativa Radio Taxi ha anche all’interno dei suoi vertici posizioni diverse nei confronti del green pass e dei vaccini, e dunque attende di capire quali saranno le difficooltà già da domani. Teatri e luoghi di spettacolo si trovano invece ad affrontare la difficoltà delle tante e diverse professionalità impiegate, spesso non sostituibili. Ma non mancano gli intoppi di carattere pratico e organizzativo. Il teatro Verdi si sta attrezzando da tempo. Antonio Tasca direttore Generale Teatro Verdi – Intervistati DAVIDE SECOLI (PRESIDENTE RADIO TAXI), ANTONIO CHESI (VICEPRESIDENTE RADIO TAXI), ANTONIO TASCA (DIRETTORE GENERALE TEATRO VERDI) (Servizio di Laura Buccarella)


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