02/12/2021 TRIESTE – Sarebbe l’overdose l’ipotesi più probabile per la morte di Alina Trush, ex ballerina di 43 anni trovata morta ieri pomeriggio nel suo appartamento di viale D’Annunzio. Ma un’aggressione subìta domenica dalla donna e scritte inquietani trovate fuori dal portone di casa lasciano aperte altre ipotesi. || “Ti amo tanto, ricordatelo sempre” e poi più sotto, in rosso, il nome Alina. Le scritte, trovate sul muro all’ingresso del palazzo in cui viveva, gettano un’ombra sinistra sulla morte della 43enne Alina Trush, nata in Ucraina ma residentea Trieste almeno da 15 anni. La donna è stata trovata morta ieri pomeriggio sul pavimento della cucina, nel suo appartamento al quinto piano del civico 28 di viale D’Annunzio, senza evidenti segni di violenza. Elemento che porterebbe a ipotizzare un decesso causato dall’abuso di droga – in passato il suo nome era spuntato in indagini legate allo spaccio – anche se in casa non sarebbero state trovate sostanze stupefacenti. Ma a spingere le indagini nella direzione del possibile femminicidio ci sono le testimonianze di alcuni vicini, già sentiti dalla polizia, che hanno raccontato di aver sentito urla e minacce di morte nei suoi confronti da parte di un uomo già domenica scorsa. Lo stesso uomo che ha minacciato e tirato calci alle porte dei vicini, i quali hanno richiesto l’intervento della polizia. Personale della Procura ieri si è recato nell’appartamento della vittima per consegnarle una notifica, forse relativa proprio a quell’episodio, in ogni caso riguardante un’aggressione da parte di un uomo che Alina conosceva. Ma la donna non rispondeva ai diversi tentativi di contattarla. Sono stati i vigili del fuoco, abbattendo la porta di casa, a trovare il cadavere a terra. La morte risalirebbe al giorno precedente. Alina Trush in passato aveva lavorato come ballerina in diversi locali, night club e discoteche, sia a Trieste che in Slovenia. Sul campanello di casa, accanto al suo compare un altro cognome, probabilmente dell’ex convivente. Le poche testimonianze raccolte dai vicini, raccontano di un momento difficile che la donna stava attraversando, per continue liti con un uomo, dentro casa o al telefono. Piangendo, una vicina ha sussurrato “basta con i femminicidi”, ma le indagini al momento non escludono altre ipotesi. (Servizio di Laura Buccarella)


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