16/12/2021 TRIESTE – “Agli inizi del container: il Lloyd Triestino e le linee per l’Australia” è il titolo dellla pubblicazione a cura del professor Sergio Bologna, edito da Asterios, presentato nel tardo pomeriggio di ieri la Stazione Marittima di Trieste. || Quando la presentazione di un libro diventa occasione di riflessione sullo sviluppo di una tecnica intermodale che è stata determinante nel creare un mercato globale. E’ il caso del volume “Agli inizi del container: Lloyd Triestino e linee per l’Australia” del professor Sergio Bologna. Una storia di tecnica logistico/portuale che riconosce il merito a chi aveva intuito già alla fine degli anni ‘60 il grande futuro che questa innovazione avrebbe apportato nel ciclo del trasporto di merci. Attraverso il lavoro d’indagine su fonti inedite di un gruppo di ricercatori è nato un racconto che si snoda tra Trieste, Londra, Amburgo, Genova e Sydney, perché le prime navi full container di bandiera italiana furono impiegate proprio nella rotta per l’Australia. Si trattava di navi tecnologicamente molto avanzate, in cui furono utilizzati per la prima volta nel settore commerciale, gli elaboratori elettronici e i collegamenti satellitari, riservati fino a quel momento al ramo militare. Una pagina di storia dello shipping che ha dato origine alla moderna portualità – Intervistati PROF. SERGIO BOLOGNA (scrittore, esperto di shipping), ZENO D’AGOSTINO (PRESIDENTE AUTORITA’ PORTUALE) (Servizio di Marco Stabile)


videoid(MBTS9t3pi8U)finevideoid-categoria(tg)finecategoria