12/01/2022 TRIESTE – Il tracciamento attraverso tampone per l’entrata in quarantena causa coronavirus è in tilt a causa delle troppe chiamate per casi sospetti che si registrano quotidianamente. La dinamica è stata affrontata da Asugi che intende potenziare il sistema, seppur con molte difficoltà || L’elevato numero di casi di positività da coronavirus e il personale non sufficiente per la mole di lavoro in campo sanitario hanno mandato in tilt il sistema del tracciamento. Il Direttore Sanitario di Asugi Andrea Longanesi spiega come funziona il tracciamento e palesa la grossa difficoltà al momento di compiere a dovere questa attività.In media dalla chiamata passa circa una settimana prima del tampone di ingresso in quarantena. A regime l’auspicio è quello di monitorare i casi del giorno nel giorno stesso.Infine una dinamica che rappresenta un vicolo cieco: ovvero chi da tampone scopre di esser positivo ma, in attesa del tampone ufficiale, passando troppo tempo, si negativizza, restando anche scoperto da green pass. – Intervistati ANDREA LONGANESI (DIRETTORE SANITARIO ASUGI) (Servizio di Bernardo Gulotta)


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