23/03/2022 TRIESTE – Dalla lettura dei risultati degli esami tossicologici sul corpo di Liliana Resinovich, il marito Sebastiano Visintin è convinto che la moglie, il giorno della sua scomparsa, non sia andata al parco di San Giovanni per togliersi la vita. || “Liliana non è andata a San Giovanni per suicidarsi”: gli esiti degli esami tossicologici rafforzano quella che è sempre stata la convinzione del marito Sebastiano Visintin. I risultati diffusi ieri escludono che la 63enne, trovata morta nel parco dell’ex Opp lo scorso 5 gennaio, abbia assunto sostanze o farmaci che possano averne causato la morte, avvenuta per infarto,o uno stato di incoscienza o alterazione. Oltre ad aspirina e tachipirina per un lieve malessere accusato la sera prima della scomparsa, quel 14 dicembre Liliana Resinovich ha assunto i consueti integratori vitaminici che prendeva ogni mattina a colazione. Comportamenti che sarebbero incompatibili con una determinazione al suicidio attraverso modalità così complesse come i due sacchetti legati al collo e i sacchi neri in cui è stato trovato il cadavere. Gli esami tossicologici non sciolgono il giallo sulla morte di Liliana, e il passare dei mesi non aiuta – Intervistati SEBASTIANO VISINTIN (MARITO DI LILIANA) (Servizio di Laura Buccarella)


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