TRIESTE – ZONA ARANCIONE, PICCOLI COMUNI IN DIFFICOLTA’ || Il modello del piccolo Comune, se non garantisce i servizi minimi alla popolazione, non è più sostenibile. E’ il dato che si ricava da uno studio della Fondazione Think Tank Nord Est, che ha valutato la dotazione dei servizi essenziali disponibili all’interno delle amministrazioni cittadine della regione. L’analisi, di notevole importanza soprattutto dopo l’inserimento del Friuli Venezia Giulia fra le regioni in fascia arancione, prende in considerazione sei categorie di servizi definiti di prima necessità: negozi alimentari, tabaccherie, edicole e cartolerie, farmacie e parafarmacie, sportelli bancari, uffici postali, scuole. Ai 14 Comuni della fascia critica (fra i quali si trova Monrupino), vanno aggiunti 36 località con una dotazione di servizi molto bassa, e 39 comuni con una dotazione bassa. In regione, secondo i dati, ci sono 53 comuni senza uno sportello bancario, 52 privi di edicole e tabaccherie, 22 senza scuole, 14 sprovvisti di negozi di alimentari, 9 senza una farmacia, 2 senza uffici postali. Sono piccole realtà, spesso con meno di mille abitanti, per i quali il divieto di spostamento fra comuni imposto dalla zona arancione, può rappresentare un vero disagio. Anche se lo stesso presidente della Regione Fedriga ha voluto precisare un dato fondamentale: chi non avesse a disposizione i servizi essenziali nel proprio comune di residenza, anche in lockdown arancione, potrà spostarsi. (Servizio di Umberto Bosazzi)


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