18/01/2021 TRIESTE – ALLIANZ DA URLO: CALA IL POKER A CREMONA, DAVANTI HA SOLO LE BIG FIVE || L’Allianz cala il poker a Cremona e chiude il girone d’andata a 14 punti a ridosso delle big-five, le cinque grandi del campionato. Un risultato che avremmo definito eccellente anche se il gruppo di Dalmasson non avesse subito alcuno stop causa Covid, anche se la società non fosse stata costretta al taglio di un giocatore che sembrava la pietra angolare della difesa come Udanoh trovando in corsa un sostituto con caratteristiche diverse ma complementari al gruppo come Delia, anche se Mike Henry – il go to guy designato ai tempi della Supercoppa – si fosse confermato decisivo partita dopo partita. Insomma un risultato che vale doppio, se non triplo al giro di boa stagionale. Perché è quantomai la vittoria di una filosofia: il collettivo al potere, la distribuzione di responsabilità e la leadership diffusa. Ecco perché si vince anche a Cremona, non solo con un rientro dagli spogliatoi al bacio, snocciolando difesa solida e lucidità in attacco, ma perché lo staff tecnico può permettersi di proporre 3 italiani in quintetto – come Laquintana, Alviti e Da Ros – tutti in grado di far la differenza in diversi momenti della partita. Insieme a un Cavaliero sempre più guida spirituale del gruppo. Ed ecco che nel momento decisivo del match, dopo aver patito la fisicità ed estro dei due Williams cremonesi, pure i lunghi mettono il proprio mattone sull’edificio costruito dall’Allianz: Grazulis (una scommessa in A1) si conferma in grande forma, Delia (liberi a parte) un punto di riferimento preciso e Upson che, con un minutaggio più largo, dimostra come possa contribuire efficacemente alla causa. I soli 12 punti concessi ai lombardi nella terza frazione, insieme alla voglia di pescare il compagno libero e alle trovate dei due veri elementi guida, Fernandez e Doyle – in grado di ispirare e colpire – hanno fatto ancora una volta la differenza. Non può essere un caso se l’Allianz, tra le poche realtà in Italia, riesce a trovare vie diverse per restare ad alto livello. Non può essere un caso se ancora una volta un modo di vedere la pallacanestro che va al di là dell’affidati al talentone e difendici attorno, paga. A questo si aggiunge pure l’80-101 finale che dimostra pure come la prolificità in attacco sia ritrovata e pure ai giovani come Arnaldo la mano non tremi quando si tratta di metterci la faccia. (Servizio di Marco Stabile)


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