29/01/2021 TRIESTE – DEPOSITI COSTIERI: TRE CONDANNATI PER AUTORICICLAGGIO || Condanne da 4 a 6 anni per il reato di autoriciclaggio sono state inflitte ai tre imputati, protagonisti dell’acquisto della storica azienda portuale Depositi Costieri, Renato Smimmo, Pasquale Formicola e Giuseppe Della Rocca, nel maggio 2017.
Il Collegio del Tribunale di Trieste, presieduto da Enzo Trucellito ha accolto la tesi
accusatoria della pm titolare dell’inchiesta, Lucia Baldovin, che ha coordinato le indagini svolte dagli uomini del Nucleo polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste. Pene minori sono state inflitte a Tiziana De Falco, moglie di Formicola, e ad Anna Smimmo, figlia di Renato, alle quali sono stati imputati reati fiscali. All’epoca delle indagini era emerso che gli imputati avevano gestito altre società tra cui la Petrolifera Italiana la Teg, la Gte e la Life, tutte implicate in un complesso meccanismo di compravendite di carburante effettuate senza versare l’IVA per importi che, nel 2017, avevano superato i 20 milioni di euro.
Le Fiamme Gialle avevano ricostruito come con questi fondi venissero acquistate quote della Depositi Costieri, che pur gravata di un debito di 30 milioni di euro, era stata acquistata dagli imputati per 4 milioni e mezzo. Ma utilizzati anche per iniezioni di liquidità alla società Giuliana Bunkeraggi che, già insolvente si avviava al fallimento. Proprio per quest’ultima vicenda la Procura aveva chiesto un’interdittiva antimafia nei confronti dei tre imprenditori giudicati colpevoli. Nel corso delle indagini gli imputati erano finiti in carcere e poi reclusi ai domiciliari. Gli inquirenti hanno già disposto sequestri per oltre 20 milioni di euro e ottenuto il provvedimento di confisca in via diretta di 30 milioni di euro oltreché dei beni dei 3 condannati. (Servizio di Umberto Bosazzi)


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