04/02/2021 TRIESTE – PIATTAFORMA LOGISTICA: ECCO PERCHE’ E’ TUTTO FERMO || Il primo traghetto ro-ro della compagnia turca Ulusoy avrebbe dovuto inaugurare i traffici della piattaforma logistica di Trieste sabato 30 gennaio 2021. Dopo l’ufficialità del rinvio si sono susseguite una serie di indiscrezioni poco chiare sulla data dell’effettivo varo dei traffici della nuova infrastruttura portuale. Una settimana prima, due settimane poi, o forse più? Ma perché dunque è tutto fermo. “Siamo in attesa di un set di autorizzazioni per operare, forse siamo stati troppo ottimisti, vista la grande voglia di partire” ci fa sapere in mattinata Matteo Parisi, della società omonima che rappresenta uno dei tre soci originari della piattaforma – gli altri sono Icop Spa e Interporto di Bologna – ora sotto l’ombrello tedesco di HHLA PLT Italy.
In realtà in nodo principale da sciogliere è complesso: l’impossibilità di uscita e trasferimento tra punti franchi, attraverso il territorio nazionale, delle motrici con targa turca prive del semirimorchio. Teniamo conto che gli armatori non ragionano su piattaforma o banchine di Rive Traiana, ma guardano al “sistema Trieste” come un porto unico. Facciamo un esempio: un camionista che arriva dalla Germania e si dirige in Porto nuovo, ad esempio al terminal della Samer, scarica un trailer e deve andarne a prendere un altro in piattaforma logistica uscendo dal Punto Franco Nuovo senza semirimorchio – solo con la motrice vuota – entrando in suolo italiano per dirigersi verso l’altro punto franco della piattaforma logistica. Questa operazione al momento non è possibile.
Un ostacolo non da poco sul quale sta lavorando senza sosta il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino che – pur avendo in mano potere decisionale sui punti franchi – deve comunque confrontarsi in materia con i tecnici della Motorizzazione Civile che dipendono dal Ministero dei Trasporti e trovare un accordo per uscire dall’impasse. Nella vicenda vengono poi coinvolti, a cascata, gli addetti dell’Agenzia delle Dogane e la stessa Polizia Stradale che dovrà essere messa a conoscenza degli eventuali permessi speciali (presumibilmente vidimati con un timbro) per poter far circolare le motrici vuote senza incorrere in stop, sanzioni e lungaggini. Un’operazione che necessiterà, in prospettiva, di un supporto telematico proprio per non rallentare i ritmi portuali.
Ma ci sono ulteriori problemi: il primo legato alla grande viabilità. Risulta sempre più necessaria un’uscita in più per indirizzare i semirimorchi, dopo la galleria di Servola, direttamente verso la nuova area portuale che ricomprende Scalo Legnami, Piattaforma Logistica e future banchine post Ferriera. Al momento i camion debbono attraversare l’area cittadina di viale Campi Elisi e via d’Alviano (sotto al centro commerciale Torri d’Europa). Perciò il flusso dall’autoporto di Fernetti a Trieste – in direzione piattaforma – non potrà che essere contingentato a piccoli convogli per evitare l’intasamento totale delle arterie cittadine. Un altro nodo che va gestito in collaborazione con il Comune. Oggi c’è stato un colloquio ad hoc tra Authority e il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.
Infine il tema degli orari, quello probabilmente più facilmente risolvibile. In Punto Franco Nuovo si lavora 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. Nell’area della piattaforma 6 giorni alla settimana (domenica esclusa) e non è prevista al momento la movimentazione notturna. Le navi, come noto, più attendono in banchina e meno rendono. Da qui la necessità di essere sempre aperti. (Servizio di Marco Stabile)


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