11/02/2021 TRIESTE – MUTAZIONE PIU’ AGGRESSIVA DEL COVID SCOPERTA IN UNA BAMBINA AL BURLO || Una mutazione che rende il Coronavirus più aggressivo è stata individuata per la prima volta in una bambina di Trieste al Burlo Garofolo.
Lo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Trieste e del Burlo in collaborazione con l’Università di Milano e l’Istituto superiore di sanità, ha permesso di identificare il primo caso pediatrico della mutazione “N439K” in una bimba triestina di 9 anni che presentava una elevata carica virale. La mutazione – spiega Manola Comar, professoressa di microbiologia dell’Università presso il Burlo – è già stata individuata in pazienti adulti, anche in Italia, ed è presente anche nelle varianti del Covid che oggi conosciamo, come l’Inglese, la Brasiliana, la Sudafricana. Rende il virus pù contagioso e più aggressivo. Lo studio mette in evidenza che il Covid, per cercare di superare la risposta degli anticorpi, sta cominciando a circolare più diffusamente nei bambini. Il virus che presenta questa mutazione – continua la professoressa Comar – è simile al virus “originale” di Wuhan dal punto di vista della virulenza e della diffusione, ma ha la caratteristica di legarsi con maggiore affinità al recettore cellulare, attraverso un nuovo punto di ancoraggio, dovuto, appunto a questa mutazione del genoma. Per questo motivo la mutazione è una sorta di “sorvegliata speciale” in questa fase della pandemia. E’ bene precisare che la mutazione non rende più pericoloso il Covid per i bambini positivi, che nella grande maggioranza dei casi continuano a guarire senza particolari problemi. A preoccupare è piuttosto la maggiore contagiosità, che potrebbe rappresentare un pericolo per la comunità. Un altro aspetto che desta una certa apprensione, e che andrà approfondito, è legato ad alcuni episodi di re-infezione riscontrati recentemente nella popolazione adulta che potrebbero far presupporre la presenza di varianti in grado di evadere la risposta immunitaria sia in persone già guarite, sia in quelle vaccinate dotate di anticorpi. Lo studio condotto al Burlo su 50 bambini, ha individuato la mutazione in altri due bimbi oltre alla prima. (Servizio di Laura Buccarella)


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