25/02/2021 TRIESTE – L’OMBRA DELLA MAFIA IN FVG SU TURISMO, DROGA, MIGRANTI E ‘OCCHIO AL PORTO’ || L’ombra delle mafie si allunga anche sul Friuli Venezia Giulia. Nuovo territorio di espansione per le organizzazioni criminali secondo l’analisi contenuta nella relazione del ministro dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta dalla Direzione Investigativa Antimafia. Dove si riciclano i soldi sporchi? Tra gli attrattori principali c’è il crescente settore del turismo attraverso l’acquisto di alberghi, ristoranti e pizzeria sulle coste della Regione, senza dimenticare il settore più tradizionale del traffico di stupefacenti in cui il monfalconese è divenuto “piazza” gestita sia da “soggetti locali” che da campani – con diverse operazioni messe a segno dagli inquirenti – collegati anche a nuove rotte di approvvigionamento dalla Slovenia. La presenza di criminalità straniera coinvolge anche i migranti giunti in Italia attraverso la Rotta balcanica. Pakistani e afghani vengono coinvolti con grande frequenza nel traffico di marijuana e hashish, mentre lo spaccio di eroina e cocaina è in mano, nell’udinese, alla mafia nigeriana. Lente d’ingrandimento anche sul fronte cinese dove – secondo l’osservatorio della DIA – oltre a reati di evasione fiscale, spiccano quelli legati allo sfruttamento della prostituzione. L’antimafia tiene anche sotto stretta osservazione la situazione del porto di Trieste poiché – pur in presenza speciali protocolli con authority, Prefettura e Regione – resta un obiettivo di massimo livello per la possibilità investimento da parte di criminali. Dopo la firma del memorandum d’intesa sulla Via della Seta tra Italia e Cina e la realizzazione della piattaforma logistica, lo scalo è – secondo il rapporto – un punto di attrazione per il riciclaggio internazionale di capitali illeciti, l’arma silente e più in voga tra le mafie moderne. (Servizio di Marco Stabile)


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