08/01/2026 TRIESTE – Nonostante una legge in vigore da anni preveda la redistribuzione ai dipendenti pubblici dei risparmi generati dalla digitalizzazione, nella maggior parte dei casi la norma resta inapplicata. CGIL e Azione chiedono alle amministrazioni di rispettare le regole esistenti e rendere effettivo il legame tra innovazione ed equità salariale. || C’è una legge che obbliga le amministrazioni pubbliche a redistribuire ai dipendenti parte dei risparmi ottenuti grazie alla digitalizzazione. È in vigore da anni, ma nella maggior parte dei casi resta lettera morta. Mentre procedure online, semplificazioni amministrative e lavoro a distanza riducono costi di gestione e spese strutturali, quelle risorse raramente arrivano a chi ha reso possibile la transizione digitale. L’appello al rispetto della norma arriva dalla CGIL locale assieme al partito politico Azione che assieme hanno intrapreso un percorso di informazione e pressione verso le pubbliche amministrazioniLa norma prevede che i risparmi derivanti dalla razionalizzazione dei processi vengano quantificati ogni anno e destinati al salario accessorio. Un meccanismo pensato per legare innovazione, efficienza e valorizzazione del lavoro pubblico, che però si scontra con prassi amministrative rigide e con vincoli di bilancio rimasti fermi al 2016.Il risultato è che, nonostante i risparmi certificabili, gli stipendi dei dipendenti pubblici continuano a perdere potere d’acquisto. I rinnovi contrattuali arrivano in ritardo, gli aumenti non compensano l’inflazione e le progressioni economiche restano difficili da ottenere. La questione salariale nella Pubblica amministrazione non è quindi solo una mancanza di risorse, ma anche di applicazione delle regole esistenti. Finché i risparmi prodotti dall’innovazione non verranno redistribuiti come previsto, il divario tra obiettivi dichiarati e realtà quotidiana continuerà ad allargarsi. – Intervistati MAURO CENCI (SEGRETARIO PROVINCIALE CGIL FUNZIONE PUBBLICA), PAOLO COPPOLA (SEGRETARIO AZIONE FVG) (Servizio di Bernardo Gulotta)


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