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UDINE | DAL 2017 +140% DI LAVORATORI IMMIGRATI: UN NEOASSUNTO SU TRE NON E’ ITALIANO

21/02/2026 UDINE – Un nuovo assunto su tre in Friuli Venezia Giulia non è italiano. Senza i lavoratori stranieri l’economia regionale farebbe fatica a restare in piedi. Lo conferma lo studio settimanale della CGIA di Mestre. || Il mercato del lavoro in Friuli Venezia Giulia parla sempre più straniero. Nel 2025 le assunzioni previste di lavoratori immigrati hanno superato quota 32.600: in pratica, quasi un nuovo assunto su tre non è italiano. Rispetto al 2017 si registra un balzo record del 140%. Non si tratta più di un fenomeno temporaneo, ma di una componente strutturale diventata essenziale per l’economia regionaleDall’agricoltura all’edilizia, fino a turismo e logistica: senza il contributo dei lavoratori stranieri l’economia del Nordest farebbe fatica a rispettare i ritmi di produzione. Ma il loro impatto va oltre le aziende. Come badanti, colf e assistenti familiari, garantiscono la tenuta del nostro sistema di welfare, permettendo a migliaia di famiglie del FVG di conciliare lavoro e assistenza ai più fragili.Il report smentisce il mito delle ‘vocazioni etniche’: i lavoratori stranieri si concentrano in determinati settori per logiche di adattamento e reti relazionali, non per predisposizione. A livello territoriale, Gorizia guida la classifica sfiorando il 40% di neoassunti immigrati, seguita da Pordenone. In numeri assoluti, però, è la provincia di Udine a registrare il bacino d’ingressi più ampio.” – Intervistati PAOLO ZABEO (COORDINATORE CENTRO STUDI CGIA MESTRE) (Servizio di Stefano Giovampietro)


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