25/02/2026 TRIESTE – Non si respira un’aria conciliante nella maggioranza comunale: oggi in sede di capigruppo il centrodestra ha votato in modo non uniforme la richiesta d’urgenza del consigliere Russo che mira a sospendere gli atti della cabinovia. Mozione che alla fine è passata e sarà affrontata in consiglio || Il gioco delle tre carte. Ne fissi una, ma quella giusta è un’altra. Ed è un po’ la metafora di ciò che sta accadendo oggi attorno alla cabinovia, sotto il profilo politico, non tecnico. Alla riunione di maggioranza di oggi a mezzogiorno c’erano da affrontare alcune questioni: quando fissare la data del consiglio comunale, probabilmente il 9 marzo, e se dare o meno l’urgenza alla mozione presentata da Francesco Russo che chiede di sospendere tutti gli atti relativi all’iter per la cabinovia. Alla luce di tutte le novità emerse in queste settimane, l’obiettivo del vicepresidente del consiglio regionale è quello di chiudere definitivamente il progetto e di farlo in consiglio comunale. Si mette ai voti: l’urgenza viene votata favorevolmente da tutta l’opposizione, viene dato giudizio contrario da Forza Italia, Lista Dipiazza, Idea Giuliana e Salvatore Porro per il gruppo Misto-Futuro Nazionale, mentre si astengono dal voto Lega e Fratelli d’Italia. Astensione motivata dal fatto che l’argomento è sensibile e che se ne parlerà in aula. Badare bene che votare l’urgenza significa metterla in testa alle priorità da affrontare in consiglio, non vuol dire dare ragione al proponente. Una scelta che quindi non vede unanime il centrodestra e che stando alle dietrologie viene intesa come uno sgambetto di patrioti e leghisti verso Forza Italia, affidando a loro il dovere di esporsi e ammettere il dietrofront sull’impianto a fune, dal momento che proprio gli azzurri avevano palesato di voler ragionare sullo stop al progetto. Polacco e soci dal canto loro non ravvisano problemi reali visto che ogni atto formale passato per il consiglio è stato già sospeso dalle sentenze del TAR, sebbene la richiesta di Russo punti a seppellire ogni procedura e non solo congelarla.Rimane di fondo il gesto politico: l’astensione all’urgenza sposta la responsabilità su altri, in un contesto dove la palla che rimbalza sembra avvelenata.L’opposizione in tutto questo gongola, ritenendo le difficoltà d (Servizio di Bernardo Gulotta)
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