27/03/2026 TRIESTE – Colpisce circa una persona su sette ed è tra le principali cause di disabilità, soprattutto tra le donne sotto i 50 anni. L’emicrania resta una patologia diffusa e spesso sottovalutata, ma oggi nuove terapie e un approccio multidisciplinare stanno cambiando la gestione dei pazienti. || Ogni anno milioni di persone in Italia e nel mondo convivono con l’emicrania, una condizione neurologica tra le più disabilitanti. Colpisce soprattutto le donne sotto i 50 anni e può compromettere gravemente la vita quotidiana. Oggi, però, le strategie di cura stanno cambiando, grazie a farmaci innovativi e a un approccio multidisciplinare che va oltre la sola terapia farmacologica. Al congresso “Emicrania: percorsi diagnostici e terapeutici nel progetto cefalea primaria cronica in Friuli-Venezia Giulia” medici e specialisti hanno illustrato le più recenti novità nella gestione di questa patologia. Tra le opzioni più promettenti, i farmaci che colpiscono il CGRP e il suo recettore, la tossina botulinica di tipo A, e nuovi trattamenti sintomatici. Ma non solo: il percorso di cura del paziente oggi integra anche nutraceutica, fisioterapia, neuromodulazione, approcci cognitivi e mindfulness, puntando a una presa in carico più completa e personalizzata.In Regione Friuli-Venezia Giulia è stato inoltre presentato un progetto clinico e scientifico dedicato alle cefalee primarie croniche, con protocolli specifici per seguire il paziente dalla diagnosi alla terapia quotidiana. L’obiettivo è offrire strumenti aggiornati a medici e operatori per migliorare la qualità della vita di chi soffre di emicrania, combinando innovazione farmacologica e percorsi terapeutici multidisciplinari. – Intervistati PAOLO MANGANOTTI (DIRETTORE SC CLINICA NEUROLOGICA), ANTONIO POGGIANA (DIRETTORE GENERALE ASUGI), CLAUDIO GIACOMELLI (CAPOGRUPPO FRATELLI D’ITALIA FVG) (Servizio di Bernardo Gulotta)
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