27/03/2026 TRIESTE – Cresce a Trieste il numero di lavoratori che chiedono aiuto per situazioni di disagio in ambito professionale. I dati del Punto di Ascolto Antimobbing parlano di 102 richieste nel solo 2025: colpite soprattutto le donne, ma aumentano anche gli uomini, in particolare tra i più giovani. || È un quadro delicato e per certi aspetti complesso quello che emerge dai dati del Punto di Ascolto Antimobbing di Trieste. In tre anni il servizio ha superato le 100 richieste di aiuto, con 102 contatti registrati nel solo 2025: un dato che segnala non solo la diffusione del fenomeno, ma anche una maggiore consapevolezza tra i lavoratori. Le donne risultano le più colpite, con il 57% dei casi, soprattutto oltre i 51 anni. In crescita però anche la componente maschile, oggi al 43%, con un aumento marcato tra i 31 e i 40 anni. Il fenomeno riguarda soprattutto il settore privato, che concentra il 71% delle segnalazioni, e interessa in larga parte lavoratori con contratto stabile, pari al 78%. Coinvolto anche il pubblico, con il 29%. Tra gli over 41 pesano dinamiche familiari e carichi di cura, mentre tra i più giovani emergono difficoltà legate a carriera e organizzazione del lavoro. Il servizio, sostenuto dalla Regione e dal Comune, offre supporto attraverso un’équipe multidisciplinare e si conferma un punto di riferimento sul territorio per intercettare e affrontare situazioni di disagio lavorativo. – Intervistati NADIA SOLLAZZO (PSICOLOGA PUNTO ASCOLTO ANTIMOBBING), AHMED FAGHI ELMI (PRESIDENTE ANOLF FVG), SERENA TONEL (VICESINDACO DI TRIESTE) (Servizio di Bernardo Gulotta)
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