23/04/2026 TRIESTE – A pochi giorni dal 25 aprile, Trieste Antifascista e Global Sumud Italia FVG annunciano un corteo cittadino alternativo alla cerimonia istituzionale alla Risiera di San Sabba. Critiche su percorso e autorizzazioni, con appello alla partecipazione e al rilancio del significato attuale della Resistenza. || A pochi giorni dal Festa della Liberazione, davanti all’ingresso della Risiera di San Sabba, l’assemblea Trieste Antifascista e Global Sumud Italia FVG hanno presentato le iniziative previste per il 25 aprile, annunciando un corteo cittadino e invitando a non partecipare alla cerimonia istituzionale organizzata dal Comune nello stesso luogo. Espresse anche le motivazioni politiche dell’iniziativa, che intende riportare al centro il significato attuale della Resistenza in un contesto segnato da guerra, crescente repressione e restringimento degli spazi di partecipazione. Il corteo, la cui partenza è fissata alle ore 12 dall’angolo tra via Miani e via Puschi, seguirà un percorso che attraverserà via Flavia, via dell’Istria, via Molino a Vento e viale D’Annunzio, fino a piazza Perugino, nel rione di San Giacomo. Sulla manifestazione è stata rimarcata la critica legata alle autorizzazioni del percorso: la Questura infatti non ha dato l’ok al tracciato così come richiesto dagli organizzatori, nello specifico il punto di partenza, originariamente pensato davanti alla Risiera, e il punto d’arrivo richiesto in Campo San Giacomo. Il motivo ufficiale del diniego si riflette su questioni di vie d’accesso e d’esodo della Risiera e la necessità di predisporre corridoi liberi. Di fondo filtra però la volontà di tenere distanti i manifestanti dalle autorità che parteciperano alla cerimonia. Nel corso dell’incontro sono state espresse critiche alle politiche di Comune e Regione, oltre a quelle del Governo, accusati di utilizzare il simbolo della Risiera “per finalità di immagine”. L’assemblea ha inoltre lanciato un appello a una partecipazione ampia, indicando tra gli obiettivi della mobilitazione la denuncia delle disuguaglianze sociali, del razzismo e della violenza di genere. Tra i temi richiamati anche la contrarietà alle attuali dinamiche internazionali, con riferimenti alla situazione in Medio Oriente, e una critica al ruolo dei sindacati confederali, ritenuti troppo vicini a (Servizio di Bernardo Gulotta)


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