13/04/2021 TRIESTE – PADRE E FIGLIO MORTI: ESCLUSO L’OMICIDIO, SI SPENSE PRIMA RICCARDO || Esclusa l’ipotesi di un’azione violenta, escluso l’omicidio. Pure l’idea del suicidio tramonta quasi del tutto. La vicenda consumatosi in quell’appartamento al settimo piano di via Giulia 108, dove sono stati scoperti i cadaveri di Sergio e Riccardo Visintin, 82 e 51 anni rispettivamente, sembra delinearsi sempre più come un “dramma sociale”. Un episodio che, molto probabilmente, potrebbe a breve chiudere il proprio capitolo in sede giudiziaria e, invece, accendere i riflettori – in un improvviso salto dall’ombra del disagio alla luce della cruda verità – sulla storia di una famiglia che si era abbandonata agli eventi. Consumando l’ultimo triste capitolo di una vita silente, senza acuti, tra le mura di casa.
Nonostante l’impossibilità di eseguire gli esami tossicologici, visto l’elevato stato di decomposizione dei cadaveri, le indagini sembrerebbero escludere l’assunzione di sostanze tossiche, medicinali o antidepressivi vista la totale assenza di contenitori, pillole o confezioni del genere nell’appartamento. Dunque esclusa l’ipotesi di una morte per abuso di sostanze.
Un’ipotesi che sembra stagliarsi in primo piano è quella che Riccardo, il 51enne noto in città per le sue attività letterarie e di giornalista pubblicista, sia morto per primo, forse nel sonno. Il suo corpo si trovava avvolto nelle coperte a terra. I due peraltro non avevano letti e dormivano al suolo. Il padre, colto dalla disperazione per la morte del figlio, potrebbe essere deceduto in seguito di crepacuore. Non si sa esattamente a quando risalgano i decessi, ma le prime analisi sembrano poterli attribuire a un mese e mezzo prima della scoperta fatta venerdì scorso dagli operai di una ditta che lavora al rifacimento della facciata del palazzo. (Servizio di Marco Stabile)


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