15/05/2021 BRINDISI – L’ALLIANZ AFFONDA A BRINDISI: UMILIATI DALLA STELLA DEL SUD || Un conto è perdere, un altro è farsi umiliare. 32 punti di scarto in una gara di playoff, non sono digeribili: non c’è bicarbonato che tenga. Sul fatto che Brindisi fosse più forte dell’Allianz bastano i numeri a dirlo, ma farsi asfaltare senza nemmeno provare a reagire 24 ore dopo la sconfitta in gara-1 non è da Trieste. Che il gruppo guidato da Dalmasson sia alla fine di un ciclo lo avevamo già detto ma questo non significa snocciolare una sorta di resa anticipata quando invece c’è da mostrare l’orgoglio per quanto conquistato con fatica durante una stagione più che positiva. Non contano i punti, né accedere alla post-season se poi non si prova a graffiare.
La “Stella del Sud” di Vitucci non ha faticato nemmeno un po’ per aggiudicarsi la partita – e sostanzialmente pure la serie – ma ha dato una semplice accelerata nel primo quarto per poi gestire e gestirsi di fronte a un avversario che, al di là di poche fiammate, semplicemente non c’è.
Discreto Doyle in avvio (falli a parte), Fernandez titolare fornisce qualche speranza cestistica, Delia invece è l’unico a interpretare il match con il necessario carattere. Inutile citare i parziali perché dal 25-11 di fine primo quarto si passa al 40-25 di metà partita in cui le ostilità, di fatto, sono già chiuse. Upson e Alviti collezionano qualche punto in più nel corso dei venti minuti di garbage time restanti, mentre la squadra di Vitucci – sospinta da Perkins, Gaspardo e Harrison – completa l’opera collezionando l’ottava vittoria con i biancorossi. Quindi il capitolo Mike Henry: il suo “non vediamo l’ora di divertirci ai playoff” suona oggettivamente come una presa in giro. La prestazione opaca del primo match al Palapentassuglia e quella indisponente di ieri fanno chiaramente capire come il giocatore – forte quando incomprensibilmente evanescente – abbia le sneakers già orientate verso la scaletta dell’areo per far ritorno negli States. E allora lanciamo una provocazione: nel terzo atto vogliamo in campo per 40 minuti Coronica, Cavaliero, Da Ros e tutta la banda residua della promozione. Con loro si può venir sconfitti, ma di certo non si perde la faccia. Il volto genuino della Pallacanestro Trieste che ha fatto del “mai molar” il proprio marchio di fabbrica. (Servizio di Marco Stabile)


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