10/06/2021 TRIESTE – CORONAVIRUS BLOCCA PORTO CINESE, POSSIBILI CONSEGUENZE SU TRIESTE || Che la situazione venutasi a creare in seguito al blocco delle operazioni nel Porto di Yantian, nella Cina meridionale possa rivelarsi, con il passare del tempo, più problematica rispetto al blocco del Canale di Suez del marzo scorso, è facile da immaginare. Anche perché, alla base di tutto vi sono casi di positività al Coronavirus nella zona di Shenzen e Guangzou: non molti, ma in questo caso giuoca un ruolo fondamentale il fatto che si tratti di un contagio da variante Delta, quella più insidiosa.
Il blocco dello scalo, dove si effettuano controlli a tappeto, si è riverberato sugli scali satelliti cinesi, ma è l’intero sistema delle consegne che comincia a risentire di quanto sta accadendo. Ad esempio, la Maersk ha fermato 40 imbarcazioni dirette a Yantian, dirottandole verso altri porti, con ritardi ulteriori nelle consegne: la medesima strategia è quella messa in campo da altre compagnie.
Al momento, appare ancora troppo presto per comprendere quali potrebbero essere le ripercussioni sul Porto di Trieste: il presidente Zeno D’Agostino sta monitorando la situazione e pare che qualche iniziale effetto negativo si stia riscontrando.
Un dato dovrebbe far preoccupare: in 14 giorni di crisi cinese, non hanno viaggiato circa 357mila teu (e, par di capire, tale numero sembra destinato ad aumentare). Il blocco del Canale di Suez tenne fermi complessivamente 330mila teu, per sei giorni. (Servizio di Umberto Bosazzi)


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